Mario Giusti – Gallerista


22 marzo 2019

Il mondo e la pittura di Monica De Mattei appartengono a quel qualcosa che è andato quasi perduto nella vita quotidiana delle città moderne: la leggerezza. Le sue vivaci policromie hanno i toni dominanti del mondo sott’acqua e sono in grado di ricordarti, d volta in volta, un passato mistico e misterioso e un iconico presente. Infatti il soggetto scelto, i pesci, è quanto di più antico, nobile e frequentato dall’arte ci sia dato di vedere.
Monica sviluppa questi elementi naturalistici inserendoli in un’antichissima produzione pittorica piena di significati e racconti: i pesci, infatti, nella storia dell’uomo, oltre ad essere stati fonte di nutrimento, hanno avuto importanza fondamentale nella creazione di leggende e miti.

In molte tradizioni rappresentano le forze cosmiche; ad esempio, secondo la mitologia giapponese, la terra è un pesce gigante che abita nelle acque del mare, mentre, in altre tradizioni, il pesce trasporta il sole di notte e percorre la sua strada posta nel mare.

Il pesce è simbolo di fertilità e di abbondanza per il gran numero di uova che produce; è segno della sessualità e, nella tradizione alchemica, viene interpretato come metafora di una rinascita mistica.

Il pesce ha rappresentato il sacro, soprattutto simbolicamente, divenendo un codice: il pesce, ad esempio, è un simbolo di Cristo in quanto la parola greca ichtys è l’acronimo di «Iesous Christos Theou (h)yios Soter» ovvero «Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore».

Forse anche per queste origini possiamo affermare che questo soggetto ha una longevità impressionante nei suoi vari cambiamenti di ruolo, fino alla sua rappresentazione ornamentale e pittorica odierna: dagli splendidi mosaici a fondo nero e blu provenienti dalla Casa del Fauno di Pompei e ora conservati nel Museo Archeologico di Napoli, fino alle ceramiche di Picasso, i famosi «pesci rossi» di Marissi p Les poissons noirs di Georges Braque, ai tatuaggi la cui mda ormai è dilagante e vede nel pesce un simbolo sempre presente, per arrivare ai giorni nostri con i pesci di Sergio Fornasetti e, ora, di Monica De Mattei.

La leggerezza presente nei lavori di questa artista deriva sia dalla capacità di riassumere semplicemente una favola infantile disneyana e una pulsione alla fraternità, sia dal bisogno di riconoscimento del «semplice quotidiano» che sta accanto a quello della libertà e dell’eguaglianza tra spiriti e corpi, ovunque e comunque.

Mario Giusti

Gallerista