Monica De Mattei – L’Acquario al Contrario – Teatro Manzoni di Milano


08 novembre 2018

Teatro Manzoni

via Manzoni 42, Milano

08 novembre 2018 – 08 febbraio 2019

a cura di Martina Degl’Innocenti

 La mostra è riservata agli ospiti del Teatro Manzoni ed è aperta al pubblico solo all’inaugurazione  giovedì 08 novembre 2018 alle ore 18.00.

È previsto un finissage mercoledì 13 febbraio 2019, h.18.30 presso la Galleria Mario Giusti HQ-HEADQUARTER via Cesare Correnti 14, Milano.

Catalogo edito da Giorgio Editoriale Mondadori

in uscita a febbraio 2019

 Il Manzoni: non solo teatro ma anche acquario

Il Teatro Manzoni, Istituzione milanese per eccellenza nella diffusione dell’arte e della cultura dello spettacolo, si propone come spazio espositivo per le opere dell’artista Monica De Mattei. E’ stato fondato nel 1872, quando era ancora in vita Alessandro Manzoni. Alla morte dello stesso, nel 1873, per commemorarne la grandezza, il Teatro della Commedia di Milano cambiò il proprio nome.

A seguito dei bombardamenti del 1943, il Teatro Manzoni viene completamente distrutto. Nel 1950 il nuovo edificio, progettato dall’architetto Alziro Bergonzo, fu costruito in via Manzoni con tecniche all’avanguardia per quei tempi. L’edificio, infatti, era stato concepito con la sala teatrale a un livello sotterraneo, nonostante fosse imprescindibile fare i conti, durante la realizzazione, con la problematica, tutt’oggi molto viva, dell’altezza della falda acquifera milanese. Per la costruzione fu quindi necessario ideare un ingegneristico ed enorme catino che venne immerso per circa due metri nell’acqua. Il Teatro Manzoni, da allora fino a oggi, risulta quindi essere, dal punto di vista costruttivo, proprio come la vasca di un acquario, dove, però, al contrario, l’acqua, invece di essere dentro, rimane ben arginata al di fuori.

Ed è qui che entrano in gioco le opere di Monica: un “paradiso ittico” che rimanda al mondo acquatico esistente nel sottosuolo di una metropoli, Milano, che facilmente si dimentica essere percorsa, oltre che dai Navigli, da ben tre fiumi; Lambro, Olona e Seveso, inosservati, corrono, infatti, per lunghi tratti, sotto i piedi dei cittadini.

Il percorso dell’esposizione

I nuovi “Oblò 4.0” di Monica, dallo sfondo azzurro chiaro – alle pareti della Saletta Simoni da cui si accede ai palchi del teatro –, sono un preambolo alla mostra e, alludendo alla cabina di un sommergibile, ricordano come il mondo marino sia un vero e proprio “spettacolo da non perdere”. L’esposizione continua lungo il corridoio di accesso ai palchi, dove i pesci, tratti dalle varie serie di Monica, accompagnano l’osservatore all’interno dell’universo che caratterizza l’opera dell’artista. Tra le volute colorate del manto acquoso degli “Oceano 4.0” , alle fertili matrioske delle “Maternità”, passando attraverso i contrasti spirituali dei “Tao”, si giunge ai pieni ed ai vuoti dei fluttuanti “Pesci fuor d’acqua” e del loro antitetico “Pesce che non c’è”. In un gioco di allusioni, sia al vuoto che si ha dentro, sia a quello che può circondare, spirali, strass, specchietti e flutti colorati riempiono lo sguardo e cancellano qualsiasi nota malinconica che possa essere legata a tali richiami. Ricolma dell’energia dei viluppi e degli inusuali inserti cromatici, la rotta marina di Monica conduce al foyer, dove i tondi de “L’Acquario Infinito” – che si riflettono negli specchi della sala, creando un gioco di “infinite” ripetizioni – fanno salire gli ospiti del teatro sul palco di un “acquario al contrario”.

Arte e teatro, tra finzione e realtà

Di fronte all’allestimento della mostra che simula un fantasioso mondo sommerso, nell’osservatore avviene quella stessa “sospensione dell’incredulità” richiesta normalmente agli spettatori durante le rappresentazioni teatrali. Alla parvenza reale della figurazione di specie ittiche, le forme e i colori incongrui alla verosimiglianza spostano verso una lettura diversa delle opere, più emotiva e magica. Sotteso a simbologie legate all’infinito e alla fragilità dell’esistenza, il lavoro di Monica ha la volontà di pensare solamente a “un qui e ora”, senza preoccupazioni che riguardino il passato e il futuro, in una condivisione di un momento che deve poter essere sempre trasformato in accezione positiva: da qui l’energia dei colori e l’allegria di forme che desiderano solo condurre verso gioia e serenità.

Così lo spettatore, davanti a queste opere, è invitato a sospendere l’incredulità di trovarsi in un acquario e ad affidarsi alla “fede artistica”, provando la sensazione di essere lui stesso oggetto di osservazione da parte dei pesci che, ammirandolo, gli trasmettono quella stessa emozione vissuta  dagli attori a teatro, grazie al pubblico.

Nota biografica di Monica De Mattei (Milano 3 ottobre 1973)

Una continua esigenza di creare è ciò che ha portato Monica De Mattei a esprimersi attraverso l’arte. Se il disegno è la colonna portante che accompagna da sempre la sua opera – a partire dagli studi scientifici e dalla laurea in architettura presso il Politecnico di Milano –, è la vigorosa energia conferita dal colore, che attrae inevitabilmente lo sguardo verso il suo lavoro.

Dopo essersi dedicata a una variegata sperimentazione di tecniche e forme, ha trovato nella pittura la sua espressione stilistica dedicandosi, in particolare, alla rappresentazione di pesci. Ha esposto i suoi dipinti in varie mostre a Milano, città dove è nata e lavora, in Italia e all’estero.

La ricerca di un’infinita riproduzione di uno stesso soggetto che, ogni volta, appare differente in forme e colori, ha dato vita ad alcune serie in cui l’artista ha approfondito tematiche diverse. Dai primi “Oblò” del 2006, in cui rappresenta squarci di mare visti dall’interno di una nave, alle sagome nere che nuotano nelle colorate acque geometriche di “Oceano 4.0”; dalle matrioske ittiche di “Maternità” alle forme astratte dettate dall’emozione in “Primordi”, Monica nuota attraverso il suo mondo fluttuante per creare “L’Acquario Infinito”, dove rompere il vetro della realtà e sconfinare verso la gioia della fantasia. 

Monica De Mattei segnalata dalla critica nel CAM

Monica De Mattei è artista segnalata dalla critica nel Catalogo dell’arte moderna e contemporanea, numero 54, in uscita a novembre 2018. Tra gli artisti presenti nel catalogo si distinguono in particolare quelli che il Comitato critico ha scelto tra quanti hanno avuto una produzione significativa dal secondo dopoguerra a oggi e che si possono annoverare per un’attività espositiva rappresentativa nel corso della stagione artistica dell’anno di riferimento del catalogo e per un’effettiva presenza sul mercato dell’arte.

Il Catalogo dell’arte moderna e contemporanea (CAM) è l’annuario di riferimento per artisti, galleristi, collezionisti, associazioni e appassionati.

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