Oblò 4.0


Una riflessione artistica, un momento di ricerca e di analisi della propria arte e della sua evoluzione ha portato Monica De Mattei a un ritorno alle “origini” del suo lavoro seriale. Il riproporre la cornice dei primi “Oblò” realizzati più di dieci anni prima, induce a pensare proprio a una necessità di dare uno sguardo verso il passato per sperimentare invece qualcosa di nuovo.

Negli “Oblò 4.0” innanzitutto lo sfondo non è più reale, inoltre non si percepisce più quello sguardo verso il mondo esterno filtrato dal vetro. Qui l’oblò diventa una cornice artistica che pian piano svanisce, lasciando al fondo blu il compito di inquadrare i soggetti. E l’indagine di Monica prosegue nel riprendere inizialmente alcuni dei soggetti più realistici della prima serie realizzata e avere la forza di trasformarli, a volte accostandoli alle sue creature sagomate, facendoli dialogare tra loro in uno spazio chimerico, in modo che non si debba più guardare oltre il filtro, ma che ci si possa immergere direttamente dentro la fantasia dell’artista.

La definizione “4.0” inoltre si riferisce al mondo moderno digitale automatizzato. Se apparentemente questo accostamento può sembrare anomalo visto che in realtà il lavoro di Monica è proprio caratterizzato dalla sua particolare abilità manuale, in realtà è sintomo dell’espressione forte di cambiamento. Proprio come sta avvenendo nell’“industria 4.0”, l’arte di Monica De Mattei procede nella ricerca di nuovi modi di produrre più efficienti, dinamici, adattabili alle più svariate esposizioni.